Il 1° Maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione.
"Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire" fu la parola d'ordine, coniata in Australia nel 1855, e condivisa da gran parte del movimento sindacale organizzato del primo Novecento. Si aprì così la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, il primo Maggio, appunto, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e per affermare la propria autonomia e indipendenza.
La storia del primo Maggio rappresenta, oggi, il segno delle trasformazioni che hanno caratterizzato i flussi politici e sociali all'interno del movimento operaio dalla fine del secolo scorso in poi.
Nel Teramano il Primo Maggio viene vissuto in maniera davvero speciale. Le protagoniste della giornata sono le "Virtù ", una pietanza rituale che si ripropone ogni anno il primo maggio nella zona. Quella delle virtù è una tradizione molto antica e risale ai tempi in cui, dopo la lunga stagione invernale, i parchi resti della madia si univano alle primizie dell’entrante primavera e le "virtù della provincia povera e contadina sapevano trovare, attraverso le sapienti mani delle donne, la verve e la fantasia per approntare un cibo ricco e delicato". Si tratta, in pratica, di un minestrone molto particolare. I contadini di una volta, infatti, non buttavano via niente, neanche il pane vecchio per assicurarsi qualcosa in caso di carestia. Le donne in particolare conservavano tutto con cura e maestria e, in tempi in cui non c’erano frigoriferi o conservanti, mantenevano le provviste senza tarli o muffe. Il perché questo minestrone si prepari per il primo maggio deriva dall’usanza di celebrare la dea Maia (da cui maggio) per propiziare la fertilità della terra e l’abbondanza del raccolto. Ma vediamo ora cosa c’è in questo minestrone: fagioli, ceci, lenticchie, fave, cicerchie, piselli, carote, zucchine, bietole, indivia, scarola, lattuga, cavolo, cavolfiore, rape, borrace, cicoria, spinaci, finocchi, misericordia, aglio, cipolla, menta, maggiorana, salvia, pipirello, sedano, prezzemolo, carciofi, prosciutto crudo, cotenna, carne di manzo, carne d’agnello, noce moscata, pepe, chiodi di garofano, lardo, parmigiano, pasta di semola di grano duro di varia qualità, carne tritata, olio d’oliva, sugo di carne mista alla "macellara", pasta fatta in casa con uova. La preparazione richiede tempi luchissimi perchè quasi tutti gli ingredienti vanno cotti separatamente e poi mescolato in modo partcolare.
E dopo questo "assaggio" non possiamo far altro che invitarvi nel nostro magico Abruzzo e, ovviamente, nella bellissima Teramo e tra le sue colline, coste e montagne!
Buon Primo Maggio Popolare a tutti voi dal Circolo Popolare Gualtierino!
Fonti per la storia del 1° Maggio da www.lomb.cgil.it e per quella delle "Virtù" da www.agritour.te.it
"Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire" fu la parola d'ordine, coniata in Australia nel 1855, e condivisa da gran parte del movimento sindacale organizzato del primo Novecento. Si aprì così la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, il primo Maggio, appunto, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e per affermare la propria autonomia e indipendenza.
La storia del primo Maggio rappresenta, oggi, il segno delle trasformazioni che hanno caratterizzato i flussi politici e sociali all'interno del movimento operaio dalla fine del secolo scorso in poi.
Nel Teramano il Primo Maggio viene vissuto in maniera davvero speciale. Le protagoniste della giornata sono le "Virtù ", una pietanza rituale che si ripropone ogni anno il primo maggio nella zona. Quella delle virtù è una tradizione molto antica e risale ai tempi in cui, dopo la lunga stagione invernale, i parchi resti della madia si univano alle primizie dell’entrante primavera e le "virtù della provincia povera e contadina sapevano trovare, attraverso le sapienti mani delle donne, la verve e la fantasia per approntare un cibo ricco e delicato". Si tratta, in pratica, di un minestrone molto particolare. I contadini di una volta, infatti, non buttavano via niente, neanche il pane vecchio per assicurarsi qualcosa in caso di carestia. Le donne in particolare conservavano tutto con cura e maestria e, in tempi in cui non c’erano frigoriferi o conservanti, mantenevano le provviste senza tarli o muffe. Il perché questo minestrone si prepari per il primo maggio deriva dall’usanza di celebrare la dea Maia (da cui maggio) per propiziare la fertilità della terra e l’abbondanza del raccolto. Ma vediamo ora cosa c’è in questo minestrone: fagioli, ceci, lenticchie, fave, cicerchie, piselli, carote, zucchine, bietole, indivia, scarola, lattuga, cavolo, cavolfiore, rape, borrace, cicoria, spinaci, finocchi, misericordia, aglio, cipolla, menta, maggiorana, salvia, pipirello, sedano, prezzemolo, carciofi, prosciutto crudo, cotenna, carne di manzo, carne d’agnello, noce moscata, pepe, chiodi di garofano, lardo, parmigiano, pasta di semola di grano duro di varia qualità, carne tritata, olio d’oliva, sugo di carne mista alla "macellara", pasta fatta in casa con uova. La preparazione richiede tempi luchissimi perchè quasi tutti gli ingredienti vanno cotti separatamente e poi mescolato in modo partcolare.
E dopo questo "assaggio" non possiamo far altro che invitarvi nel nostro magico Abruzzo e, ovviamente, nella bellissima Teramo e tra le sue colline, coste e montagne!
Buon Primo Maggio Popolare a tutti voi dal Circolo Popolare Gualtierino!
Fonti per la storia del 1° Maggio da www.lomb.cgil.it e per quella delle "Virtù" da www.agritour.te.it




